HomeImolaCronacaRitorno al nucleare, cittadini divisi: "Serve, ma ha tempi troppo lunghi"Fra gli imolesi cresce il favore per l’atomo, restano però le perplessità su investimenti e burocraziaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl tabù sta svanendo. Per decenni l’energia nucleare è rimasta schiacciata tra il fantasma di vecchi disastri e l’ansia per le scorie. Oggi lo scenario è cambiato: la transizione verde fatica e la fame di elettricità – impennata per l’Ia e la decarbonizzazione – impone nuove riflessioni. L’atomo non sembra più fare paura per via del suo utilizzo e soprattutto smaltimento, ma una carta per il futuro. Non parliamo di prolungare la vita delle vecchie centrali, ma di una svolta tecnologica e geopolitica che rende il ritorno del nucleare un’ipotesi concreta.
Lo abbiamo chiesto ai clienti del Castel Guelfo The Style Outlet. Fabrizio Carlotti, addetto alle vendite di materiale elettrico: "Sono favorevole al nucleare di nuova generazione: è l’energia più pulita nel rapporto costi-benefici. Le energie rinnovabili sono ottime, ma discontinue. I nuovi reattori ottimizzano l’efficienza riducendo uranio e scorie. In Italia siamo in forte ritardo rispetto a Francia e Spagna e subiamo il caro bollette. I fantasmi come Chernobyl pesano, ma con le tecnologie attuali quel rischio è impensabile. Il nucleare oggi è una necessità."






