Arrivare fino in Arkansas per diventare madre. Si chiama come lo stato americano l’ultimo libro di Chiara Tagliaferri: è la storia di sua figlia Lula, nata tramite gestazione per altri. Stasera alle 19, Tagliaferri lo presenterà a Pisa a La Nunziatina, per la rassegna "Scrittori in Borgo" della Libreria Ghibellina.

La storia di Lula parte da dei dinosauri…

"Io e Nicola stavamo insieme da anni, ma non avevo mai rilanciato sul futuro, non mi sfiorava l’idea che potessimo essere altro rispetto a quello che eravamo. Sono incapace di progettare il domani anche per colpa dell’apocalisse che ha sempre dominato la mia famiglia: abbiamo dovuto fare i conti con tante assenze e ho imparato che, se non desideri troppo, non ti potrà essere tolto troppo. Un giorno ero sul lungomare del lido di Venezia e ho comprato tre dinosauri da dei bambini che vendevano piccoli giochi venuti a noia. Li tenevo sul comodino, li guardavo ogni giorno come si fa con i santi protettori. Quando uno è sparito, sono andata ai matti. Nicola non capiva quella smania, ma quel piccolo dinosauro verde racchiudeva la possibilità di un figlio che mi ero sempre detta di non desiderare, ma che in realtà covavo in segreto. Abbiamo iniziato così a immaginarci genitori. Il mio corpo però era un disastro: sono andata in menopausa precoce e i tentativi di fecondazione eterologa sono stati un fallimento. Poi un giorno Michela Murgia (scrittrice, scomparsa nel 2023, il 10 agosto saranno 3 anni, ndr) mi ha chiesto: "Ma alla Gpa (gestazione per altri, ndr) ci hai mai pensato?". Ho iniziato a leggere gli articoli che aveva scritto sul tema e sono entrata in un mondo avventuroso, oscuro, complesso, ma anche luminoso, che mi ha portata a Lula".