«Davanti al Mistero c’è solo un atteggiamento possibile, l’ascolto». L’ho sentito dire in un’omelia che mi ha cambiato la vita e lo ricordo tutte le volte che la mia coscienza è di fronte a qualcosa che non riesco a comprendere subito. Può essere Dio, le scelte degli altri, un coraggio sfrontato, un gesto d’amore – c’è niente di più simile al Mistero?

E così ho evocato l’ascolto leggendo Arkansas, storia di mia figlia (Mondadori), il memoir (o forse romanzo d’avventura?) di Chiara Tagliaferri dove l’autrice-protagonista racconta l’evoluzione della parola maternità nel corso della sua vita.

Dall’incontro con il futuro marito Nicola Lagioia (coprotagonista di questa magnifica smisurata vicenda) al loro matrimonio, dai tentativi di gravidanza – comprese svariate infelici fecondazione eterologhe – fino alla Gpa. In taxi mi emoziono e penso che la prima cosa che voglio dirle è grazie, a lei che ha scritto il libro, e alla sua famiglia che lo abita come abita la casa-sogno dove la incontro.

Ti devo ringraziare, mi hai fatto cambiare idea.

Veramente?