Non è terminata la mostra dedicata alle fotografie e ai documenti sulla tragedia della diossina di Seveso del 1976 organizzata dal Giorno negli spazi dei Palazzo Borromeo Arese di Cesano Maderno, uno dei centri brianzoli colpiti dalla nube tossica uscita il 10 luglio di cinquant’anni fa dall’Icmesa di Meda. Il titolo dell’evento “1976-2026. La Brianza oltre la diossina”, lo stesso del convegno di apertura che si è tenuto il 15 giugno, sottolinea attraverso il racconto dei volti e delle attività seguite al grande incidente chimico la difficile strada del riscatto e della rinascita imboccata dalla comunità. Opere fotografiche di celebri nomi, come Uliano Lucas, e dei fotografi del territorio, come Pierino Vismara, narrano attraverso immagini riemerse solo oggi dall’archivio redazionale il dramma dei bambini colpiti da cloracne, il duro lavoro del personale medico, la paura e le proteste, le attività di bonifica e di rigenerazione che hanno segnato la vita del territorio. La mostra sarà visibile fino al 2 agosto. Fra i tanti documenti emersi dall’archivio redazionale l’intervento del poeta e religioso padre David Maria Turoldo che si interrogava, nell’agosto del 1976, sulla tragedia della gente, sul silenzio dei vertici dell’Icmesa sulle conseguenze della diossina e sul dramma delle donne incinte, lasciate sole davanti al dramma delle possibili malformazioni dei feti e alla scelta dell’interruzione di gravidanza.