Sestu.20 luglio 2026 alle 01:46Le parole della sorella alla cerimonia in ricordo della poliziotta uccisa

Trentaquattro anni sono volati in un lampo, ma il ricordo di Emanuela Loi è sempre vivo nella sua Sestu dove ieri, nel cimitero del paese in cui riposa, si è tenuta la cerimonia per rendere omaggio a una ragazza e poliziotta diventata simbolo della lotta per la legalità. A ricordarla, anche la sorella Claudia, nelle cui parole c’è più di una punta di amarezza: «La sua memoria è sempre tenuta viva, le istituzioni non si sono dimenticate. Ma conosciamo solo frammenti di verità, e in questo senso il sacrificio di mia sorella, dei poliziotti e di Borsellino, è stato vano».

L’omaggio

Era il 19 luglio del 1992 quando Emanuela, 24 anni, sestese, unica agente donna della scorta di Paolo Borsellino, perdeva la vita nella strage di via d’Amelio, insieme con il giudice, e i poliziotti Walter Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Un sacrificio che non è mai stato dimenticato, soprattutto a Sestu. Concetti ribaditi con forza da don Eugenio Cocco, cappellano della Polizia, che ha celebrato la messa a cui hanno partecipato la sorella Claudia, il fratello Marcello, e la nipote che porta il suo stesso nome e come lei ha scelto di fare la poliziotta. Tante anche le autorità: il vice prefetto vicario Maria Antonietta Gregorio, la questora Rosanna Lavezzaro, il sindaco Michele Cossa, la sindaca di Tempio Gianna Masu, l’assessore ai Lavori Pubblici di Quartu Antonio Mauro Conti. E poi la Fidapa, Libera e l’associazione Polizia di Stato. «Il Signore è padre di tutti, anche di chi commette cattive azioni», ha detto don Cocco, che ha paragonato i poliziotti agli angeli.