La terza ondata di calore e le temperature a quasi 40 gradi stanno mettendo in grave difficoltà l’agricoltura laziale. Nel quadro elaborato ieri da Coldiretti Lazio si evidenziano perdite fino al 20% nella raccolta di pomodori, zucchine, melanzane, peperoni, cetrioli, lattughe, fagiolini, rucola, ravanelli e carote: le province più colpite sono Viterbo e Latina. Il prodotto più esposto è il mais: in base alle segnalazioni di numerose aziende agricole, il raccolto della stagione è a rischio soprattutto nei campi intorno a Viterbo e Frosinone.

Sotto osservazione anche le coltivazioni di cereali, rilevanti per l’intero comparto agricolo: nel Lazio sono oltre 12mila le aziende cerealicole e la superficie coltivata a frumento duro sfiora i 40mila ettari. Si rischia infine una perdita di almeno il 40% nella produzione di soia a Viterbo, Latina e Roma. Le temperature record hanno messo in ginocchio anche il reparto zootecnico: da settimane ogni capo di bestiame produce almeno tre litri di latte in meno al giorno. A soffrire i danni maggiori in tutto il Lazio è la provincia di Viterbo che paradossalmente deve fare i conti anche con il maltempo. Gli oliveti e i noccioleti nell’area dei monti Cimini sono stati colpiti dalle grandinate e dalle forti piogge di inizio luglio che hanno danneggiato anche i vigneti intorno a Civita Castellana, Canepina, Nepi e Montefiascone.