Al GP di F1 in Belgio sono avvenuti episodi in apparenza simili, ma valutati in maniera diversa dalla FIA: ecco perché il monegasco della Ferrari non è stato sanzionato, mentre il sette volte campione del mondo sì.
Il contatto tra Leclerc e Piastri che i commissari di gara hanno deciso di non punire a Spa.
Due contatti in apparenza simili, Hamilton–Russell e Leclerc–Piastri. Due decisioni differenti: penalità per il britannico della Ferrari ma non per il compagno di scuderia. I verdetti dei commissari di gara durante il Gran Premio di F1 in Belgio fanno discutere sia per essere stati valutati in maniera diversa sia perché l'interpretazione ha avuto un peso importante sull'esito della gara: il sette volte campione del mondo ha chiuso quarto, il monegasco ha sfiorato la vittoria (andata a Kimi Antonelli) e conservato il podio.
Come si spiega una scelta del genere? Nel primo caso Sir Lewis è stato ritenuto "interamente responsabile" di aver provocato con la sua manovra (al netto di tutte le attenuanti che gli sono state riconosciute) il ritiro dell'altro pilota che "aveva acquisito una sovrapposizione sufficiente da avere diritto allo spazio di gara". Nel secondo il duello, invece, le azioni dei driver sono state ritenute serrate ma entro i limiti del regolamento a conferma di come, nelle analisi della direzione gara, non sia sufficiente un semplice contatto perché scatti una penalità: decisivi restano il grado di responsabilità del pilota, lo spazio lasciato all'avversario e le conseguenze prodotte dall'episodio. Tutti fattori aggravanti per Hamilton e non per Leclerc. Il contatto tra Leclerc e Piastri, perché il monegasco non è stato penalizzato Non ha provocato deliberatamente il contatto. È la stima dei commissari di gara che ha permesso a Leclerc di competere per il successo a Spa-Francochamps e chiudere almeno secondo.











