LA FONTANA DI LARGO PAISIELLO, A CATANIA, MERITA NUOVA VITA.
Leggo su "Lo dico a La Sicilia" ancora lettere accorate di lettori che chiedono, ahimè inascoltati, il ripristino della Fontana artistica di Largo Paisiello. Di quella pregevole installazione zampillante d'acqua che un efficace impianto di illuminazione riverberava in mille riflessi fluidi, ondeggianti sulle facciate della cortina architettonica della piazzetta che ne raccoglieva il suono argentino e si trasformava in ameno rarefatto spazio sensoriale. Di quella sospesa oasi di pace, isola vitale quasi estraniante, in pieno centro cittadino, rimane solo il ricordo nostalgico. Nulla di quella magia è più rintracciabile nella realtà odierna.
Abbandonata al degrado, all'incuria, al deposito di immondizia, forse con un impianto idrico guasto perché obsoleto e da sostituire, alla vagheggiata bella Fontana di Largo Paisiello è toccata la stessa sorte di tante altre fontane di Catania. L'incapacità dell'amministrazione comunale a provvedere alla loro gestione, assicurandone l'immediata riparazione dei guasti in tempo reale, vigilanza, manutenzione e pulizia è ormai assodata consuetudine oltre che una vera tragica piaga.
La Fontana del Ratto di Proserpina, situata nei pressi della Stazione Centrale, è spesso segnalata come ridotta a discarica e in stato di increscioso abbandono a fare da biglietto da visita per chi arriva in treno per conoscerci, pieni di aspettative. Così la Fontana dei Malavoglia, in piazza Verga, soffre degli stessi mali come la Fontana del Tondo Gioeni, spesso con la vasca asciutta e piena di rifiuti, la Fontana di piazza Teatro Massimo, quelle all'interno del Giardino Bellini, quelle della recente piazza ex Santa Marta e le svariate fontanelle e beverini, sempre di meno, dei quartieri periferici.












