Hanno atteso il sindaco al Varco, è il caso di dirlo, per costringerlo a fare i conti con la diserzione...Hanno atteso il sindaco al Varco, è il caso di dirlo, per costringerlo a fare i conti con la diserzione di un’ampia parte della sua coalizione all’inaugurazione dell’opera più importante del suo mandato, quella che ricuce il centro al mare, che tanti hanno definito una costosa spianata di cemento "ma chi lo dice non conosce il progetto" ha detto l’assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai nello spiegare dettagli e costi, alla fine quasi 5 milioni di euro. Lavori eseguiti in poco più di un anno dalle ditte Pipponzi e Eredi Paci, su progetto della Fima Engeneering di Osimo. La fontana a raso ha messo d’accordo tutti e per il resto, tra entusiasmi e critiche, torna alla città "un luogo lasciato troppo tempo nell’oblio" ha sottolineato Carassai. Il sindaco Fabrizio Ciarapica si è definito "orgoglioso e emozionato" e ha respinto l’accusa che più di tutti fa male "perché non è solo una spianata di cemento". Dopo il taglio del nastro la benedizione di don Mario Colabianchi che ha auspicano venga dato all’area il nome di Varco della Speranza. Tante le assenze, simbolo del malessere nel centro destra: mancava tutta Fratelli d’Italia, anche il governatore Acquaroli che era atteso, assenti i consiglieri della Lega e di Forza Italia. E sul Varco piomba la stroncatura dell’ex assessore Maika Gabellieri (Noi Moderati): "tanti milioni per una colata di cemento, i soldi della sicurezza in un cassetto, i commercianti veri respinti. E c’è chi festeggia per consegnare alla città una distesa di pietra e cemento, senza verde, mentre a due passi le strade restano piene di buche e mentre la Tari aumenta. Questa è la fotografia di una città guidata da chi ha smesso di occuparsene. Un sindaco che ha portato Civitanova fuori dalla coalizione di governo del centrodestra per una scelta tutta sua".