Su una parete di Xultun, in Guatemala, undici geroglifici hanno restituito identità e calcoli di uno studioso vissuto nell’VIII secolo

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“Così dice Volpe dal petto bianco”La stanza trovata dentro un tunnel dei saccheggiatoriUna parete usata come carta da lavoroDentro 2.920 giorni ci stanno Venere e MarteUn nome recuperato in fondo ai conti

Per più di 1.200 anni Sak Tahn Waax è rimasto esattamente dove qualcuno aveva messo il suo nome: in fondo a una formula dipinta su una parete di Xultun, nel nord-est del Guatemala. Prima i calcoli, poi due geroglifici. “Così dice”, recita il primo. “Volpe dal petto bianco”, risponde il secondo. Il nome c’era. A noi sono serviti sedici anni, scansioni, fotografie all’infrarosso e immagini multispettrali per riuscire a leggerlo.