Filippo Maria Ricci, corrispondente dalla Spagna per La Gazzetta dello Sport, non sarà presente in tribuna stampa a New York per assistere alla finale tra Spagna e Argentina, in programma questa sera alle 21. Ricci aveva seguito tutte le partite dal vivo durante questa edizione dei Mondiali, ma non ci sarà nell’atto conclusivo: “È finita. Dopo 38 giorni, 11 partite seguite dal vivo e 165 articoli per la Gazzetta, il mio Mondiale si conclude in modo brusco e inaspettato alla vigilia della finale”, ha scritto su X in mattinata.

“Questa mattina avevo il biglietto per la finale, l’accesso alla mixed zone e il parcheggio; poche ore dopo mi è stato tolto tutto. La FIFA ci ha detto che dipendeva dalla disponibilità di posti. La Gazzetta è passata da cinque accrediti approvati a due; il Corriere ha mantenuto tutti e cinque gli accrediti, mentre Repubblica ha conservato tutti e tre. Non so se ci siano altre ragioni dietro questa riduzione del nostro contingente, ma so con certezza che il mio Mondiale finisce nel peggiore dei modi, con un forte senso di ingiustizia“, conclude Filippo Maria Ricci, a cui tanti colleghi hanno espresso solidarietà su X dopo quanto accaduto.

Alla Gazzetta dello Sport sono stati così revocati tre dei cinque accrediti per la finale del Mondiale 2026, alimentando il sospetto che la FIFA abbia voluto “punire” il quotidiano per le sue critiche all’organizzazione soprattutto negli ultimi giorni. “Che peccato! Un media così rispettato come La Gazzetta dello sport, per cui il presidente della FIFA Gianni Infantino ha volentieri scritto un articolo all’inizio di questa interminabile Coppa del Mondo, ora si è visto revocare tre accrediti per la fase finale per aver criticato ciò che non ha funzionato. Il calcio è diventato una tirannia?”, scrive Davide Chinellato, collega di Ricci nel giornale rosa.