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Ore 16.58: Agende rosse in alto e un lungo applauso sono scattati in via D’Amelio a Palermo mentre Antonio Vullo, agente sopravvissuto al tritolo di via D’Amelio, leggeva i nomi delle vittime nel XXXIV anniversario della strage: Palo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Poi il silenzio e un momento di raccoglimento spezzato dall’urlo: «Fuori la mafia dallo Stato».Luciano Traina: dopo tutti questi anni non sapremo mai tutta la verità

«Sono qui come ogni anno per commemorare i caduti. Io non posso sapere se arriveremo mai alla verità. Non sono un politico. Bisogna chiedere a loro. Dopo 34 anni di depistaggi io però credo che la verità intera non la conosceremo mai. Un giorno forse ne conosceremo una parte, quella che vogliono loro». Così Luciano Traina, dal palco di via D’Amelio, dove si svolge la cerimonia in occasione del XXXIV anniversario della strage in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta e i 5 agenti agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

«Sono molto arrabbiato. Anche io sono un ex poliziotto ed - aggiunge - ero di turno anche io quel 19 luglio 1992. Sono arrivato qui e non sapevo nulla. Ho capito qualcosa quando un mio collega mi fermò. Poi ho visto quello che non dovevo vedere, ho riconosciuto la scarpa di mio fratello. Io non mi fermo, andiamo avanti, giriamo nelle scuole, a raccontare la mia storia, a spiegare ai ragazzi cosa è la mafia».Gasparri: in commissione si porta avanti la verità