Palermo si ferma nel giorno dell'anniversario della strage: dal minuto di silenzio alle 16.58 alla fiaccolata serale. Il mondo della politica e della società civile unito nel ricordo dei magistrati e degli agenti della scorta
Trentaquattro anni fa la strage di via D'Amelio. Palermo ricorda le sue vittime di mafia, due mesi dopo Giovanni Falcone, la moglie e la sua scorta, furono uccisi anche Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli.
Il messaggio di Sergio Mattarella
Il capo dello Stato sottolinea come quegli eccidi abbiano segnato in profondità la coscienza del Paese. Conferma, nonostante il passare degli anni il ricordo di quelle vittime e la piena solidarietà ai familiari di tutte le vittime di mafia, che "hanno difeso la nostra comunità dal cancro mafioso", ha detto il presidente. "Quel "disegno eversivo" è "stato sconfitto. La Repubblica ha dimostrato di essere più forte. Catturando e condannando carnefici e mandanti". Poi il ricordo per i due giudici assassinati: "Borsellino e Falcone sono simboli della riscossa civile del Paese. Con la loro professionalità e il loro coraggio hanno istruito processi che prima non si riuscivano a celebrare. Con il loro impegno nelle istituzioni hanno dato allo Stato nuovi e più avanzati strumenti nella lotta alle mafie. Con la loro passione hanno seminato la cultura di legalità, insegnando ai giovani che la logica mafiosa va contrastata fin dai comportamenti quotidiani e dalla scuola. Il loro impegno è parte della coscienza democratica della Repubblica".













