Mentre è tornata a salire la tensione tra il governo e il Colle sull’invito alla grazia per Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori, anche la famiglia ha deciso di appellarsi al capo dello Stato per cercare di evitare al 72enne la pena inflitta in Cassazione. E lo fa con un’intervista della moglie Mariangela Sandrone a La Stampa alla quale si aggiunge un lungo post su Facebook nel quale si ricorda anche l’episodio delle minacce con una pistola al fidanzato di una delle figlie, nel 2005.
Proprio la donna si rivolge direttamente a Sergio Mattarella rispondendo alle domande del quotidiano torinese: “Al presidente Mattarella mi rivolgo come moglie e come madre – ha dichiarato -, con il massimo rispetto per il suo ruolo di capo dello Stato. Gli chiedo soltanto di guardare oltre le carte processuali, di considerare l’età di Mario, i traumi che ha subito e il fatto che non è un pericolo per la società. Gli chiedo un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia”. La donna manifesta la sua disperazione dicendo di sentirsi “sospesa in un incubo che è diventato realtà. La casa è incredibilmente silenziosa. Sapere che Mario, a 72 anni e dopo una vita di lavoro, ora è in prigione è un dolore indescrivibile. È un pezzo della mia vita che mi è stato strappato via”.










