La corsa a rimediare per i toni sprezzanti usati dal gioielliere prima di entrare in carcere sul presidente della Repubblica. La spiegazione del legale sulla «tensione del momento» e l'appello della moglie: perché il Quirinale dovrebbe concedergli la grazia
Mariangela Sandrone, moglie del gioielliere Mario Roggero, si è rivolta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un’intervista a La Stampa. Roggero è entrato venerdì nel carcere di Bollate per scontare la condanna definitiva, decisa dalla Cassazione, a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due dei tre rapinatori che il 28 aprile 2021 avevano assaltato la loro gioielleria a Grinzane Cavour. Sposata con lui da quasi cinquant’anni, Sandrone usa toni meno sprezzanti di quelli usati dal marito prima di entrare in carcere. Parole di cui lui stesso si sarebbe pentito amaramente, come emerge dall’ultimo colloquio con il suo collegio difensivo: «Al presidente Mattarella mi rivolgo come moglie e come madre – dice Sandrone – con il massimo rispetto per il suo ruolo di capo dello Stato».
Nell’intervista concessa a Paola Scola, la moglie dell’orefice, che ha già avanzato la richiesta di grazia al Quirinale, chiede al capo dello Stato di guardare oltre gli atti processuali: «Gli chiedo soltanto di guardare oltre le carte processuali, di considerare l’età di Mario, i traumi che ha subito e il fatto che non è un pericolo per la società. Gli chiedo un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia». Sandrone respinge poi l’etichetta di quello che si è voluto solo fare giustizia da solo, che da anni lo accompagna tra talk televisivi e social: «Non è il “giustiziere” che alcuni descrivono, ma un uomo che è rimasto profondamente segnato e traumatizzato da quella maledetta giornata».










