Uno dei momenti più iconici del calcio, i calci di rigore di una partita che è ancora sul pareggio dopo i tempi supplementari, potrebbe essere molto meno legato al caso e molto più strategico di quanto si pensasse. A dirlo, una nuova ricerca pubblicata su Football Studies che mette in discussione l’idea che la squadra che tira per prima abbia un vantaggio decisivo.
Le sessioni di rigori nel calcio offrono un modello gestibile per studiare come i sistemi competitivi sequenziali ridistribuiscono il vantaggio psicologico, definito in questo contesto come la misura in cui le azioni individuali comportano conseguenze sproporzionate per la vittoria o la sconfitta finale, tra i partecipanti.
I ricercatori dell’Università del Queensland hanno analizzato 576 rigori di 60 partite a livello internazionale (di Coppa del Mondo FIFA e del Campionato Europeo UEFA) e hanno simulato matematicamente milioni di scenari di calci di rigore, utilizzando simulazioni Monte Carlo, analisi di ottimizzazione esaustive e analisi empiriche delle sessioni. Quello che è venuto fuori è che le squadre possono migliorare significativamente le proprie probabilità di vittoria individuando con precisione i propri rigoristi più efficaci sotto pressione e schierandoli nell’ordine corretto. Secondo Robbie Wilson, dell’Università del Queensland, lo studio ha dimostrato come le psicologie dei giocatori durante la serie di rigori abbiano il maggiore impatto sul risultato. “Chi tira per primo fa la differenza, ma non nel modo in cui si pensa”, ha dichiarato, “tirare per primi non rende magicamente i giocatori rigoristi migliori, ma costringe la squadra avversaria ad affrontare più momenti in cui un singolo errore può significare la fine della Coppa del Mondo.”









