La morte di Osvaldo Bagnoli, scomparso a 91 anni, ha riacceso i ricordi di chi lo ha conosciuto da vicino. Tra questi c’è Franco Nanni, 81 anni, riccionese, ex terzino di Serie A che vestì anche la maglia del Rimini prima di affermarsi con l’Hellas Verona negli anni Settanta. Pur non essendo mai stato un suo giocatore, con Bagnoli costruì un’amicizia profonda, nata all’ombra del Verona e proseguita ben oltre il calcio, fino alla gestione insieme di un albergo e all’impegno nell’associazione degli ex calciatori scaligeri. Oggi, con la commozione di chi perde un fratello, Nanni racconta l’uomo che ha segnato un’epoca e che ha lasciato un ricordo indelebile anche a Rimini, dove Bagnoli allenò nella stagione 1977-78 conquistando una salvezza difficile in serie B.
"Per me non è stato solo un allenatore. È stato un fratello maggiore, un amico vero. Uno di quegli uomini che il calcio non riesce più a regalare". Franco Nanni si ferma per qualche secondo. La voce si incrina. Da Riccione, dove vive, il ricordo di Osvaldo Bagnoli attraversa oltre quarant’anni di vita, tra le estati in Riviera e un’amicizia durata ben oltre il pallone.
Nanni, chi era davvero Osvaldo Bagnoli?
"Una persona straordinaria. Di poche parole, ma bastavano quelle. Non aveva bisogno di fare discorsi. Ti guardava negli occhi e avevi già capito tutto. Per lui i giocatori davano il 200% in campo. Trasmetteva fiducia e quando un allenatore riesce a far sentire un giocatore importante, il resto viene da sé".











