Il divieto europeo di distruggere i prodotti tessili spinge le aziende a ripensare produzione, prezzi e investimenti. Una ricerca di Heidrick & Struggles fotografa l’ascesa della finanza come partner strategico di creatività e management
Cesare Giraldi
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Dal 19 luglio 2026 le aziende europee del tessile non potranno più distruggere i prodotti invenduti. Lo stabilisce il Regolamento europeo sull’Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), che elimina una pratica a lungo utilizzata per smaltire le eccedenze di magazzino.
Il divieto impone ai gruppi del fashion una revisione dei modelli di pianificazione, produzione e gestione del capitale. E sta accelerando un cambiamento organizzativo già in corso: il rafforzamento del chief financial officer nelle decisioni su prodotto, supply chain, investimenti e sviluppo delle collezioni. È quanto emerge da una ricerca di Heidrick & Struggles presentata al Financial Times Luxury Summit di Borgo Egnazia, basata su dieci interviste ai CFO di alcune delle principali aziende italiane del fashion e del lusso.














