Il divieto di distruzione dei tessuti invenduti è una delle prime misure concrete previste dall'ESPR. La legge impone, inoltre, alle aziende di divulgare informazioni sui prodotti di consumo invenduti che vengono smaltiti come rifiuti, nel modo più semplice possibile e senza aggiungere ulteriori oneri amministrativi. Ciò risponde alle crescenti preoccupazioni dei consumatori in merito ai rifiuti tessili, dovute all'impatto ambientale e sociale del fast fashion.Secondo le nuove norme, le aziende dovranno dare priorità al mantenimento in uso dei prodotti, vendendoli, donandoli a enti di beneficenza o imprese sociali, oppure preparandoli per il riutilizzo. La distruzione sarà consentita solo in determinate circostanze e dovrà essere effettuata in conformità con la gerarchia di trattamento dei rifiuti. Nel febbraio 2026, la Commissione ha già adottato misure per chiarire in quali circostanze sarà consentita tale distruzione, ad esempio per motivi di sicurezza o a causa di danni al prodotto.
Moda, giro di vite dell'Ue: dal 19 luglio stop alla distruzione degli abiti invenduti
Moda, giro di vite dell'Ue: dal 19 luglio stop alla distruzione degli abiti invenduti. Ecco cosa cambia per le aziende.













