di
Valerio Cappelli
La perla della Costiera sempre più d’élite. Wagner ci arrivò su un mulo
Ravello è sempre stata difficile da raggiungere: è parte del suo incanto. Ma ora l’inaccessibilità rischia di trasformarsi da privilegio in condanna. Dal 27 luglio un’ordinanza della Provincia di Salerno, rinviata di due settimane, vieterà ai mezzi pesanti la «Statale 373», l’unica strada che sale da Amalfi. Via pullman turistici e autobus pubblici dai tornanti scavati nella roccia. Restano taxi e automobili; per gli altri mezzi, l’impervio Valico di Chiunzi.
All’origine, è vero, c’è una tragedia (un pullman che nel 2023 precipitò per 23 metri). Ma il Comune quell’ordinanza non la vuole, temendo per residenti, lavoratori e turismo. «A Ravello non si parla d’altro, c’è molta preoccupazione. E pesa anche l’overtourism», dice Alessio Vlad, direttore artistico del Ravello Festival. Il paradosso: un luogo assediato dai visitatori teme ora di restare isolato.








