Pubblicato il: 08/06/2026 – 7:10

Paese che vai, turismo che trovi. Nella straordinaria e attrattiva Calabria che – giustamente – ha fatto del turismo la propria vocazione principale, esistono borghi poco conosciuti che quasi fanno spalla a spalla per assicurarsi un posto nella vetrina internazionale, ma anche paesi che sono già mete turistiche note e ambite. Anche fin troppo note e fin troppo ambite, tanto da convincere i vertici municipali a sovvertire lo stereotipo della Calabria popolare e a puntare, invece, al turismo di lusso. Non lo nasconde il rieletto sindaco di Tropea Giovanni Macrì, che già da diversi anni ambisce a trasformare la Perla del Tirreno in un Principato del Sud, sulla scia della costosa Monaco. «Caffè a 50 euro, ombrellone a 200 euro, cono gelato a 15 euro» è la provocazione lanciata, in campagna elettorale. Il sogno, aveva specificato, è quella di «una città aperta, ma non a tutti».

Il Principato di Tropea

Un vero e proprio Principato che, a detta del primo cittadino, dia priorità alla qualità piuttosto che alla quantità. Meno viaggiatori, più turisti ricchi e soldi nelle tasche dei tropeani. Un modo per “governare” il boom turistico che il borgo della Costa degli Dei ha avuto negli ultimi anni, fino a diventare – nei mesi estivi – quasi invivibile per cittadini e residenti. Se anche la destagionalizzazione ha dato i suoi frutti, come aveva confermato anche il presidente dell’associazione Albergatori Tropea Massimo Vasinton al Corriere della Calabria, nei mesi estivi si concentra il maggior flusso turistico: nel 2025, durante tutto l’anno, nella sola Perla del Tirreno (un borgo da circa 5 mila abitanti) sono state registrate oltre 550 mila presenze, la maggior parte ovviamente nella stagione estiva. Un trend in costante crescita che da una parte giova all’economia locale, dall’altra preoccupa per la vivibilità del paese sia per turisti che, soprattutto, per i residenti.