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Caterina D'Ambrosio

Penelope, la determinata; Calipso, l'innamorata; Atena, la dolce; Circe la furiosa contro gli uomini. Christopher Nolan ricorre ad archetipi di un universo multisfaccettato

Mito fondativo della cultura occidentale, l’Odissea ha dato l’imprinting alla nostra stessa identità. Forse, anche per questo, l’omonimo film di Christopher Nolan è stato vissuto come quanto di più lontano dal poema omerico. Un prodotto molto ben confezionato, che piacerà ai cultori del regista statunitense, un po’ meno ai rigidi interpreti della mitologia greca. Nolan sceglie solo alcuni personaggi per la sua Odissea ma le donne restano centrali nella narrazione così come lo fu all’inizio.

Chi è davvero Penelope? E Calipso è solo una seduttrice? E Atena, Circe?Come le ha tratteggiate Nolan? Le donne sempre divise tra ruoli materni e accudenti e figure forti, volitive e determinanti, sono innanzitutto archetipi di un universo multisfaccettato. Il regista ha scelto, abilmente, solo alcune delle tante donne omeriche per delinearne una sola.