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Antonella Sparvoli

La comparsa improvvisa di gonfiore, dolore, tensione o arrossamento a un solo arto non va sottovalutata. La trombosi venosa profonda può infatti causare un’embolia polmonare. Chi è più esposto, quali sono i campanelli d’allarme e come si interviene

Ogni anno colpisce circa una persona su mille, ma con l'avanzare dell'età il rischio aumenta in modo significativo, fino a interessare oltre venti persone ogni mille tra gli over 80. È la trombosi venosa profonda, una condizione che non va sottovalutata perché se non riconosciuta e trattata in modo tempestivo può dare origine a complicanze severe, tra cui la temuta embolia polmonare.

Che cos'è la trombosi venosa profonda e chi è più a rischio?«La trombosi venosa profonda si verifica quando un coagulo di sangue, chiamato trombo, si forma all'interno di una vena profonda, soprattutto degli arti inferiori o del bacino – spiega Santi Trimarchi, responsabile della Struttura complessa di Chirurgia vascolare dell’Irccs Policlinico di Milano e ordinario di chirurgia vascolare all’Università degli Studi di Milano -. Il coagulo può ostruire in modo completo o parziale il vaso, ostacolando il ritorno del sangue verso il cuore. Di conseguenza la pressione aumenta nei tessuti a valle dell'ostruzione e compaiono gonfiore, dolore e alterazioni del colore della pelle. L'età avanzata rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti, ma anche l'immobilità prolungata può favorire la formazione di trombi: non solo nei pazienti allettati o ricoverati, ma anche dopo lunghi viaggi in aereo o in automobile. Altri fattori di rischio sono l'obesità, il fumo, alcune malattie ereditarie della coagulazione e, nelle donne, l’assunzione di terapia medica estroprogestinica e la gravidanza. Inoltre, a volte anche un trauma, soprattutto a carico degli arti inferiori, può danneggiare la parete interna di una vena e innescare il processo trombotico».