Gambe gonfie d’estate, attenzione alla trombosi venosa: nella nostra intervista, l’angiologo calabrese Elia Diaco spiega quali segnali non sottovalutare, quando è necessario sottoporsi agli accertamenti e come prevenire i rischi per la salute delle vene.

Con l’arrivo dell’estate, gambe gonfie, pesanti e doloranti vengono spesso considerate un fastidio passeggero, semplicemente attribuito al caldo. Ma dietro questi segnali può nascondersi una condizione che merita attenzione: la trombosi venosa. Le temperature elevate, infatti, favoriscono la vasodilatazione e possono accentuare il ristagno e il reflusso venoso, soprattutto nelle persone che soffrono già di una malattia venosa cronica, varici o edema. A questo si possono aggiungere fattori di rischio come obesità, sedentarietà, fumo, uso di contraccettivi ormonali, gravidanza e post-partum, oltre a possibili predisposizioni genetiche che possono rimanere a lungo sconosciute.

La prevenzione dovrebbe iniziare prima dell’arrivo della stagione estiva. Attività fisica regolare, sana alimentazione, abolizione del fumo, corretta idratazione e attenzione durante i viaggi prolungati rientrano tra le principali abitudini da adottare per proteggere la salute delle vene. E soprattutto, alcuni segnali non vanno ignorati: un gonfiore improvviso, soprattutto se interessa una sola gamba, associato a dolore, arrossamento o difficoltà a camminare, richiede una valutazione medica tempestiva. Una visita angiologica e, quando indicato, un ecocolordoppler venoso permettono di approfondire il quadro, individuare un’eventuale trombosi e prevenirne le complicanze. A fare il punto è il dottor Elia Diaco, angiologo calabrese e responsabile dell’Ambulatorio di Angiologia e Medicina Vascolare Minerva Surgical Service di Catanzaro, che richiama l’attenzione sulla necessità di non considerare la malattia venosa un problema esclusivamente estetico o stagionale.