Caldo, scarsa idratazione, vene che non funzionano a dovere. In questa stagione, soffrire di edemi declivi cronici, ovvero ritrovarsi con piedi e caviglie gonfie soprattutto la sera è un classico per molte persone. E la cattiva circolazione è sotto accusa. Come mai? Ad ogni ciclo cardiaco corrisponde la risalita del sangue che dalle gambe ritorna al cuore. Solo che le vene, a differenza delle arterie, non hanno uno strato muscolare molto sviluppato.
Anzi, la loro parete è molto sottile e spesso le valvole che si trovano al loro interno non riescono a “compensare” lo sforzo. Risultato: il liquido tende ad uscire dai vasi, attraverso i capillari e a depositarsi. E i piedi, inesorabilmente, si “gonfiano” all’altezza delle caviglie. Capita soprattutto a chi sta a lungo nella stessa posizione, come ad esempio chi guida o i baristi, a chi è in sovrappeso, a chi ha i piedi piatti.
E più in generale sono le donne ad avere problemi di piedi “pesanti”, non solo come eredità della gravidanza, ma per una struttura venosa fondamentalmente più debole rispetto agli uomini che le porta anche a rischiare di più la comparsa di vene varicose. Detto questo, se i piedi non entrano nelle calzature occorre indagare la situazione. Anche e soprattutto negli anziani. Perché a volte questo problema apparentemente “leggero”, se non dipende direttamente da capillari vene e linfatici come accade nella maggioranza dei casi, può celare patologie complesse.







