Prima che il gonfiore e dolore diventino limitanti e importanti, il linfedema rischia di essere sottovalutato, anche quando sono presenti i primi sintomi dell’accumulo di linfa nei tessuti, come senso di pesantezza, tensione della cute, lieve gonfiore o difficoltà nei movimenti. Per questo è importante riconoscere subito il problema e intervenire, così da scongiurare peggioramenti e complicazioni. Per capire quale sia il modo migliore per farlo, oggi dermatologi, oncologi, chirurghi vascolari e fisioterapisti si riuniscono in un evento a Roma, presso l’Idi-Irccs di Roma, dedicato a malati e caregiver.

L’importanza di idratazione, protezione solare e igiene

I motivi di questo accumulo di linfa nei tessuti, a livello di braccia e gambe, vanno ricercati spesso nei trattamenti oncologici, e sono riconducibili a radioterapia e all’asportazione dei linfonodi. Si stima che fino all’80% dei pazienti oncologici possa andare incontro a linfedema. Ma “Il linfedema non è una conseguenza inevitabile delle cure oncologiche”, ha ricordato Laura Colonna, Direttore dell’Uoc Cedri-Centro di Dermatologia Rigenerativa e Immunologica e dell’Ambulatorio per le reazioni cutanee avverse da farmaci oncologici dell’Idi-Irccs. “Se riconosciuto ai primi segnali e gestito correttamente, può essere controllato in modo più efficace e, nelle fasi iniziali, può ancora regredire. Durante l’incontro di oggi aiutiamo i pazienti a riconoscere i comportamenti corretti da adottare ogni giorno: dalla detersione all’idratazione, fino alla protezione solare e alla scelta dei prodotti più adatti a una cute delicata”. Indicazioni particolarmente importanti soprattutto d’estate, quando caldo, sudorazione e sole rischiano di rendere la pelle più fragile, aumentando il rischio di irritazioni e infezioni.