Malattia cronica e progressiva molto diffusa dovuta a un malfunzionamento del sistema linfatico. Spesso i sintomi vengono trascurati, è invece importante riconoscerli e distinguere questa patologia da altre, per garantire un intervento corretto e precoce che freni il peggioramento della condizione
La sensazione è quella di avere un arto pesante o perennemente gonfio, teso. Un singolo braccio o una gamba, spesso fino alla mano o al piede. Non è raro che questi sintomi vengano trascurati. Ma, insieme ad altri segni clinici caratteristici, potrebbero essere delle 'spie' di linfedema, una malattia molto diffusa, degenerativa, dovuta a un malfunzionamento del sistema linfatico che porta all'accumulo localizzato di linfa (acqua e proteine).
I sintomi
A soffrirne - secondo quanto riporta un focus online del Gruppo San Donato - è circa 1 persona su 20, fino a 300 milioni in tutto il mondo. Solo in Italia si stimano intorno a 40mila nuovi casi all'anno, in particolare donne tra i 30 ed i 40 anni. Conoscere le caratteristiche di questa patologia di cui si parla poco è importante, evidenziano gli esperti, per consentire un intervento precoce e in grado di prevenire la progressione. E, sempre a questo fine, è importante distinguere correttamente questa condizione da altre con le quali si fa spesso confusione. Per esempio il lipedema, che come il linfedema è una patologia cronica e progressiva, ma è dovuta a un accumulo anomalo e generalmente simmetrico di grasso sottocutaneo negli arti (entrambe le braccia o gambe, senza interessare di solito mani e piedi), mentre il linfedema riguarda il sistema linfatico.







