La visita del leader leghista nel carcere di Bollate: "La grazia? Nessuna pressione Ma milioni di italiani si identificano con lui". E ancora: "Sciacalli a sinistra. Salis? Pessimo gusto". Poi parla a tutto campo, dalla sicurezza alle preferenze, dal Ponte agli autovelox
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Matteo Salvini ha da poco fatto visita a Mario Roggero nel carcere di Bollate. «L’ho visto assolutamente carico e determinato», racconta il leader della Lega al nostro giornale. Non ci sono dubbi che il vicepremier, insieme al suo partito, sia il politico che in questi anni abbia dimostrato più di ogni altro vicinanza e solidarietà al 72enne condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso i due rapinatori che lo avevano assalito nella sua gioielleria.
Ministro, di cosa avete parlato?
«Sono rimasto un’ora. Ci teneva a far sapere alla famiglia che sta bene, che ha dormito e mangiato. Perché sui giornali erano uscite ricostruzioni fantasiose (il riferimento è ad alcuni articoli in cui si ricordava come in passato Roggero fu accusato di aver minacciato con una pistola il fidanzato della figlia e i genitori, ndr). Ha chiarito che le stesse presunte vittime hanno negato qualsiasi addebito. Poi abbiamo parlato molto.










