"Entro il 2027 serve un nuovo modello organizzativo per i servizi sociali e sociosanitari della Zona Pisana, con l’attivazione del Servizio di emergenza e urgenza sociale e Case della Comunità aperte al territorio". È l’auspicio del direttore della Caritas diocesana, don Emanuele Morelli, nelle conclusioni del Rapporto sulle povertà 2026, a quasi un anno dalla liquidazione della Società della Salute Pisana. Morelli chiede un sistema "capace di non lasciare indietro nessuno sostenuto da adeguati investimenti e da una reale integrazione tra sociale e sanità".

A intervenire sul tema anche l’arcivescovo di Pisa, Saverio Cannistrà, che evidenzia come "La domanda che dobbiamo porci è quale società vogliamo costruire e se siamo ancora disposti a difendere l’idea che questa si fondi sulla pari dignità sociale e sulle stesse opportunità per tutti. La Costituzione ci ricorda che la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Eppure a sempre più persone è difficile raggiungere diritti fondamentali come il lavoro equamente retribuito, la casa e la salute".

Come Chiesa e come Caritas, prosegue Cannistrà "abbiamo certamente il dovere di assistere chi si trova nel bisogno, ma non possiamo limitarci a questo. Il Concilio Vaticano II ci ricorda che non deve essere offerto come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia. La sfida è quindi fare sì che nessuno debba ricevere per carità ciò che gli spetta come persona e cittadino".