PORDENONE - È fissato per oggi il tanto atteso incontro tra l'assessore al Commercio, Emilio Badanai Scalzotto e l'assessore alla Cultura, Alberto Parigi per mettere in tandem il piano per la rinascita del commercio a Pordenone, dopo aver assistito al numero esorbitante di vetrine sfitte. Badanai ha già rivelato i due piani in cui agirà per dare una spinta al commercio, la leva fiscale che potrebbe portare altri commercianti a prendere in affitto le vetrine e per quelle che resteranno vuote, creare infopoint ed eventi collegati alla Pordenone Capitale della Cultura 2027, o spingere per nuovi negozi ad imprinting artigianale, ma anche dare spazio alla formazione. Il piano parte dal censimento che ha svelato i numeri della crisi del commercio: 335 negozi sfitti tra rioni e periferie, con il "salotto buono" della città che conta ben 154 vetrine spente.

LE ATTESE Già queste prime dichiarazioni hanno messo di buonumore i commercianti. Giordano De Carlo, titolare di Les Amis ha chiarito come «tutto quello che viene proposto per evitare la chiusura dei negozi lo sposo volentieri, leggo positivamente l'impegno dell'assessore al Commercio, in quanto ogni iniziativa è positiva, basti che si possa ovviare alle botteghe chiuse». Giordano, tuttavia, rilancia: «Penso che un gruppo di lavoro costituito da Ascom, Centro anch'io e altri organismi, insieme ad un gruppo di commercianti possa far uscire altre idee e portare nuova luce». Un commesso del centro storico, pur non bilanciandosi sostiene che quella di Badanai «potrebbe essere una buona idea».«Credo che qualsiasi cosa possa andar bene, specie in corso Garibaldi che sta molto soffrendo - ha spiegato Mapi Faccini, titolare del Kansai quella dell'amministrazione è un'attenzione importante, diviene fondamentale incentivare l'arrivo delle persone a Pordenone e, ripeto, in particolare in quell'isola infelice per il commercio che è corso Garibaldi». Lo storico commerciante orafo, Mario Marini plaude con favore a questa attenzione dell'amministrazione Basso e senza giri di parole ha riferito che abbassare l'Ilia è fondamentale. «Infatti ha puntualizzato incide molto nelle nostre attività, tanto che sarebbe inutile discutere del caro affitti senza tenere in considerazione il tributo che ha sostituito l'Imu in Friuli Venezia Giulia, è importante, lo ribadisco, ridurre le imposte». L'ALTRA QUESTIONE E anche Marini riprende il leitmotiv del mondo del commercio. «Tutto ciò che si fa per animale il centro è una buona idea ha ammesso . È fondamentale creare le strutture affinché la gente arrivi in città in auto permettendo di parcheggiare in aree vicine al centro, la comodità è fondamentale per Pordenone, inoltre va diminuito il costo del parcheggio. L'ente Comune ha fatto molto per animare la città, ma ora bisogna spingere affinché possa sembrare una normalità arrivare quotidianamente in centro, invece, che passeggiare per i centri commerciali dove il parcheggio è comodo e gratuito».LE OPPOSIZIONI Dalle barricate dell'opposizione il clima è però tutt'altro che conciliante. Marco Salvador liquida le buone intenzioni come un'operazione di facciata, ricordando che «se chiude un negozio è un problema del commerciante; se ne chiudono molti, è un problema della città». Secondo Salvador, inseguire l'artigianato di qualità è un palliativo che ignora il vero nodo: la pressione fiscale e lancia accuse verso il governo Meloni. Anche il Partito Democratico affonda il colpo con Nicola Conficoni, definendo «schizofrenico» il comportamento della giunta Basso che prima alza l'Ilia a dicembre e poi promette sconti a gennaio. Per Conficoni è una «palese ammissione di colpa» di chi è partito col piede sbagliato.«Peccato - dice - che alla nostra richiesta di conoscere quanti proprietari di negozi hanno scontato il canone di affitto per ridurre la tassa sugli immobili, gli assessori hanno fatto scena muta». «È ora che il sindaco, anziché polarizzarsi solo su interventi legati alla Capitale della Cultura 2027 forse per paura di essere tagliato fuori dalla squadra di Alessandro Ciriani che su quell'iniziativa punta per una possibile candidatura alla presidenza della Regione, inizi a pensare anche ai problemi concreti della città», ha detto Conficoni.