HomePistoiaCronacaLa tutela della biodiversità: il piano dello zoo contro il caldo record e il rischio estinzioneMisure speciali per garantire la salute di oltre cinquecento animali. Progetti internazionali proteggono la fauna marina dai disastri ambientali. I coordinatori europei selezionano gli esemplari ideali in base al climaAnimali dello zoo di Pistoia a rischio causa delle alte temperatureRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPistoia, 19 luglio 2026 – C’è un filo invisibile che collega le colline di Pistoia ai polmoni verdi e più remoti del pianeta. É il filo della vita di ogni specie a rischio di estinzione che il Giardino Zoologico di Pistoia custodisce ogni giorno. Il parco, che accoglie oltre 500 animali appartenenti a circa 100 specie differenti e che si estende su sette ettari di terreno, fa parte dell’Eaza, la più grande rete di zoo e acquari in Europa che svolge un ruolo cruciale nella protezione della biodiversità. Il Giardino zoologico è attivamente impegnato in progetti di ricerca, salvaguardia delle specie e benessere animale.

Il rischio

Ed è proprio con l’arrivo dell’estate e le alte temperature che contrasta le ondate di calore con misure efficaci e curiose, come i ghiaccioli arricchiti con frutta e verdura per i piccoli primati, i lemuri. Il parco pistoiese offre all’animale (in base alla propria specie) tutto quello che serve per la sua salute: nascondigli tra la folta vegetazione, tane e laghi dove nuotare. Ad accompagnarci tra i vari habitat è Eleonora Angelini, responsabile della sezione didattica del Giardino Zoologico. “Non abbiamo animali che stanno al freddo. I nostri pinguini sono africani, qui abbiamo tante specie asiatiche di foreste tropicali. I ghiaccioli, usati in questo periodo, fanno parte di un programma di arricchimento ambientale che tiene allenato il loro sistema di manipolazione ed esplorazione di ricerca del cibo. É un programma quotidiano che facciamo tutto l’anno, in estate con i ghiaccioli”. I pinguini del parco pistoiese sono originari della Namibia. Questa specie fa parte del progetto di tutela e conservazione perché a rischio estinzione a seguito di due collisioni tra navi petrolifere avvenute nel 1994 e nel 2000 che causarono la morte di 30mila esemplari. Oltre a cambiamento climatico che ha modificato le rotte dei pesci.