Ce lo ricordano anche i protagonisti del cinema italiano, da Sabrina Ferilli a Virginia Raffaele, che si sono messi nei panni degli animali a rischio
Biodiversità, crisi climatica, tutela degli ecosistemi. C’è stato un tempo in cui questi temi erano di nicchia, argomenti per appassionati considerati piuttosto fanatici. Quando il 5 luglio 1966 Fulco Pratesi e un piccolo gruppo di naturalisti fondarono il WWF Italia, la parola “ambientalismo” non era ancora entrata nel lessico quotidiano del Paese. Sessant’anni dopo, quella che allora appariva una battaglia pionieristica è diventata una questione che riguarda la salute, l’economia e la qualità della vita di tutti. Per celebrare questo anniversario, il WWF ha scelto due linguaggi capaci di parlare a pubblici diversi: la fotografia e il podcast. Da un lato la mostra “Il Panda siamo noi”, che dal 17 luglio al 31 agosto arriva alla Reggia di Caserta. Dall’altro “Il Battito della Natura”, disponibile dal 6 luglio sulle principali piattaforme audio. Due progetti differenti, ma uniti dalla stessa idea: ricordarci che la distanza tra esseri umani e animali è molto più piccola di quanto normalmente pensiamo.
La mostra manifesto per i 60 anni del Wwf: Il Panda siamo noi






