Cara Maria, ti scrivo per la seconda volta... tre anni fa per il 48° anniversario ti ho raccontato di un amore travolgente e duraturo. Poi abbiamo festeggiato il 50° anniversario con un po’ di tristezza perché ci sembrava di non avere abbastanza tempo davanti... infatti ora sono rimasta sola. Ma non sono stata lasciata, il mio grande “A” si è addormentato in un letto d’ospedale e io non ero lì con lui. Questo pensiero mi fa stare male perché sono sicura che avrei dovuto fare qualcosa, ma cosa? Presentarmi al suo capezzale, incontrare una moglie affettuosa e rovinarle il ricordo che aveva di suo marito? Sfasciare la mia famiglia che non avrebbe retto di fronte a una notizia così enorme? Come avrei potuto ammettere di amare un uomo meraviglioso per cinquant’anni, senza provocare danni? Abbiamo vissuto la nostra storia in solitudine, in modo esclusivo, solo noi due, mentre le nostre vite continuavano nella routine di tutti i giorni. Più volte in questi anni abbiamo affrontato l’argomento di cambiare le nostre vite ma eravamo convinti che la convivenza avrebbe spento ogni slancio, che il nostro sentimento si sarebbe prima o poi trasformato in qualcos’altro. Volevamo che fosse un piacere stare insieme e non un dovere. Così, per opportunismo, per mancanza di coraggio o per non recare dolore ad altri, abbiamo mantenuto la distanza dei 100 km che separa le nostre città, rendendo però unici e indimenticabili i nostri incontri. Mi manca tutto di lui, la sua voce che sentivo più volte al giorno, il suo profumo che mi attirava come una calamita, i suoi abbracci che mi stringevano forte mentre mi diceva le cose che una donna innamorata vuole sentire. Adesso mi sento devastata, sola, come svuotata, la mia vita è senza senso. Mi ritrovo a parlare con lui, a voce alta lo chiamo e gli ricordo i tanti episodi divertenti e i più intriganti che abbiamo vissuto insieme. E a volte mi sembra di cogliere segnali di risposta: una tenda che si muove, una cartolina che cade mentre sfoglio un libro, cose così, e sorrido come una scema o piango come una fontana. Tutte le lettere e le risposte di Maria Corbi Ricordo quando ci siamo incontrati la prima volta per un provino fotografico. Mi disse queste parole: «Non sgualcire l’abito, serve per una copertina». Era il 1975. L’ultima frase che mi ha detto di persona, è stata: «Grazie BB per aver reso la mia vita meravigliosa». Era il 25 agosto 2025. Non lo avrei più rivisto. Un ricovero urgente in ospedale e tutto finisce. Avevo 21 anni quando ci siamo conosciuti e lui esattamente il doppio, è normale che se ne sia andato alla veneranda età di 92 anni ma è davvero difficile pensare che io possa continuare a vivere senza di lui. La sua assenza è sempre presente. So che mi consiglierai di farmi aiutare da uno specialista ma per ora mi sono raccontata a te, come si fa con una amica, di più non riesco a fare. Adesso mi accontento di riempire le mie giornate con il suo ricordo, guardando le sue bellissime foto, mentre stringo tra le braccia il suo maglione blu recuperato nella casa al lago dove ci incontravamo. Quando non sentirò più il suo profumo forse sarò guarita e non piangerò più. Ti ringrazio Maria per avermi ascoltata, io sono e sempre sarò.BB Risposta Cara BB,lettera bellissima,e no, non ti dirò di rivolgerti a uno specialista perché non mi sembra proprio che tu ne abbia bisogno, hai tutto chiaro nella tua testa e nel tuo cuore. Bianco, nero, grigio, ma anche rosa, rosso, e gli altri colori che hanno fatto parte della vostra storia. Non ricordo cosa ti dissi allora e non ho voluto controllare la nostra corrispondenza di allora, per non farmi influenzare da quello che avevo pensato e ti avevo scritto. Penso che ogni momento sia diverso e che può non valere più quello che per te, per noi, era vero solo un attimo prima. Probabilmente ti avrò detto che l’amore è un privilegio, come anche non essere ipocriti e falsi con chi si è accanto e che magari lui poteva fare una scelta più onesta nei confronti di sua moglie. Ho scritto questo? Forse.Ma adesso le cose sono molto diverse, e credo che tu abbia fatto bene a non uscire allo scoperto, anche se devi immaginarti che magari la moglie sapesse e abbia deciso di fare finta di niente in nome di quello che lei ha ritenuto essere un interesse più grande della sincerità coniugale, ovvero l’unione della famiglia. Chissà. Ti rimane quello che hai vissuto, gli anni di passione e di coinvolgimento in una storia d’amore che è stata solo quello e non invece condivisione di una vita. Vi siete detti addio quando lui ti ha ringraziato per gli anni trascorsi insieme, non importa che tu non ci fossi quando ha detto addio alla vita. «Grazie BB per aver reso la mia vita meravigliosa». Lui ha fatto altrettanto con te, o hai rinunciato a qualcosa, a un progetto, in nome di questo amore? Lo sai solo tu. Potrei dirti molte altre cose, su di lui, ma credo che in un momento di lutto la “pietas” e la comprensione debbano prevalere sulla verità, o comunque sulla sincerità. Mi sento solo di dirti di non vivere solo del suo ricordo, lui è nei tuoi pensieri, ma vai avanti. Sei viva e hai ancora tante cose da fare, da dire, esperienze con cui emozionarti. Vai avanti, questo non significa tradire il sogno che hai vissuto, l’amore che gli hai dato, la vita che non avete condiviso.
“Per cinquant’anni l’ho amato, ma quando è morto non potevo essere accanto a lui. È una colpa?”
Cara Maria, ti scrivo per la seconda volta... tre anni fa per il 48° anniversario ti ho raccontato di un amore travolgente e duraturo. Poi abbiamo festeggiato il 50° anniversario con un po’ di tristezza perché ci sembrava di non avere abbastanza tempo davanti... infatti ora sono rimasta sola. Ma non sono stata lasciata, il mio grande “A” si è addormentato in un letto d’ospedale e io non ero lì con lui. Questo pensiero mi fa stare male perché sono sicura che avrei dovuto fare qualcosa, ma cosa? Presentarmi al suo capezzale, incontrare una moglie affettuosa e rovinarle il ricordo che aveva di suo marito? Sfasciare la mia famiglia che non avrebbe retto di fronte a una notizia così enorme? Come avrei potuto ammettere di amare un uomo meraviglioso per cinquant’anni, senza provocare danni? Abbiamo vissuto la nostra storia in solitudine, in modo esclusivo, solo noi due, mentre le nostre vite continuavano nella routine di tutti i giorni. Più volte in questi anni abbiamo affrontato l’argomento di cambiare le nostre vite ma eravamo convinti che la convivenza avrebbe spento ogni slancio, che il nostro sentimento si sarebbe prima o poi trasformato in qualcos’altro. Volevamo che fosse un piacere stare insieme e non un dovere. Così, per opportunismo, per mancanza di coraggio o per non recare dolore ad altri, abbiamo mantenuto la distanza dei 100 km che separa le nostre città, rendendo però unici e indimenticabili i nostri incontri. Mi manca tutto di lui, la sua voce che sentivo più volte al giorno, il suo profumo che mi attirava come una calamita, i suoi abbracci che mi stringevano forte mentre mi diceva le cose che una donna innamorata vuole sentire. Adesso mi sento devastata, sola, come svuotata, la mia vita è senza senso. Mi ritrovo a parlare con lui, a voce alta lo chiamo e gli ricordo i tanti episodi divertenti e i più intriganti che abbiamo vissuto insieme. E a volte mi sembra di cogliere segnali di risposta: una tenda che si muove, una cartolina che cade mentre sfoglio un libro, cose così, e sorrido come una scema o piango come una fontana. Tutte le lettere e le risposte di Maria Corbi Ricordo quando ci siamo incontrati la prima volta per un provino fotografico. Mi disse queste parole: «Non sgualcire l’abito, serve per una copertina». Era il 1975. L’ultima frase che mi ha detto di persona, è stata: «Grazie BB per aver reso la mia vita meravigliosa». Era il 25 agosto 2025. Non lo avrei più rivisto. Un ricovero urgente in ospedale e tutto finisce. Avevo 21 anni quando ci siamo conosciuti e lui esattamente il doppio, è normale che se ne sia andato alla veneranda età di 92 anni ma è davvero difficile pensare che io possa continuare a vivere senza di lui. La sua assenza è sempre presente. So che mi consiglierai di farmi aiutare da uno specialista ma per ora mi sono raccontata a te, come si fa con una amica, di più non riesco a fare. Adesso mi accontento di riempire le mie giornate con il suo ricordo, guardando le sue bellissime foto, mentre stringo tra le braccia il suo maglione blu recuperato nella casa al lago dove ci incontravamo. Quando non sentirò più il suo profumo forse sarò guarita e non piangerò più. Ti ringrazio Maria per avermi ascoltata, io sono e sempre sarò.BB Risposta Cara BB,lettera bellissima,e no, non ti dirò di rivolgerti a uno specialista perché non mi sembra proprio che tu ne abbia bisogno, hai tutto chiaro nella tua testa e nel tuo cuore. Bianco, nero, grigio, ma anche rosa, rosso, e gli altri colori che hanno fatto parte della vostra storia. Non ricordo cosa ti dissi allora e non ho voluto controllare la nostra corrispondenza di allora, per non farmi influenzare da quello che avevo pensato e ti avevo scritto. Penso che ogni momento sia diverso e che può non valere più quello che per te, per noi, era vero solo un attimo prima. Probabilmente ti avrò detto che l’amore è un privilegio, come anche non essere ipocriti e falsi con chi si è accanto e che magari lui poteva fare una scelta più onesta nei confronti di sua moglie. Ho scritto questo? Forse.Ma adesso le cose sono molto diverse, e credo che tu abbia fatto bene a non uscire allo scoperto, anche se devi immaginarti che magari la moglie sapesse e abbia deciso di fare finta di niente in nome di quello che lei ha ritenuto essere un interesse più grande della sincerità coniugale, ovvero l’unione della famiglia. Chissà. Ti rimane quello che hai vissuto, gli anni di passione e di coinvolgimento in una storia d’amore che è stata solo quello e non invece condivisione di una vita. Vi siete detti addio quando lui ti ha ringraziato per gli anni trascorsi insieme, non importa che tu non ci fossi quando ha detto addio alla vita. «Grazie BB per aver reso la mia vita meravigliosa». Lui ha fatto altrettanto con te, o hai rinunciato a qualcosa, a un progetto, in nome di questo amore? Lo sai solo tu. Potrei dirti molte altre cose, su di lui, ma credo che in un momento di lutto la “pietas” e la comprensione debbano prevalere sulla verità, o comunque sulla sincerità. Mi sento solo di dirti di non vivere solo del suo ricordo, lui è nei tuoi pensieri, ma vai avanti. Sei viva e hai ancora tante cose da fare, da dire, esperienze con cui emozionarti. Vai avanti, questo non significa tradire il sogno che hai vissuto, l’amore che gli hai dato, la vita che non avete condiviso.









