HomePecore ElettricheTrump e i brogli sospetti, una strategia elettoraleTrump continua a sostenere le sue falsità sulle elezioni del 2020, secondo uno schema ben consolidato. Alla base della teoria dei brogli agitata da lui e dai suoi sostenitori c’è una retorica di allarmismo sociale, tipicamente usata allo scopo, osserva lo storico Zeffiro CiuffolettiUn seggio elettorale in America. Trump ha già fatto le prime mosse in vista delle consultazioniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 19 luglio 2026 – “Non possiamo permettere che un’altra elezione sia rubata”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riferendosi alle elezioni del 2020 perse (regolarmente) contro Joe Biden.

Le accuse di Trump di «brogli» architettati dal suo predecessore non sono mai state dimostrate. Il che non è servito a preservare l’ordine pubblico democratico in occasione del 6 gennaio 2021, quando una folla inferocita assaltò il Campidoglio convinta che Trump avesse legittimamente vinto le elezioni.

Adesso il capo della Casa Bianca accusa la Cina di aver acquisito illecitamente i dati di 220 milioni di elettori americani: «Nel corso di diversi anni, a partire dal ciclo elettorale del 2020, la Repubblica Popolare Cinese ha attuato quella che si ritiene essere la più vasta violazione di dati elettorali della storia», ha detto Trump. Anche in questo caso, però, senza fornire alcuna prova. a retorica del complotto fa parte di Trump da sempre, è una strategia elettorale; ora prova a usarla per vincere le delicate elezioni di midterm di novembre.