Sparire: da un corpo, da una casa, da una lingua, dalla memoria di chi resta. Sparire. Intorno a undici opere di Sylvie Cotton (Marco Saya, pp. 134, euro 18), nasce dentro questa zona di congedo, dove Denise Desautels non tenta di spiegare l’assenza, ma di sostare accanto alle sue forme materiali. La raccolta, nell’attenta traduzione di Maura Baldini, procede come un archivio della sparizione. Ogni oggetto conserva una traccia e insieme dichiara l’impossibilità di restituire interamente ciò che è stato sottratto. Nato dal dialogo con undici lavori dell’artista quebecchese Sylvie Cotton, il libro dimora in uno spazio intermediale di co-creazione, dove la parola non descrive, ma prolunga il pensiero. Attraverso una costellazione di oggetti concreti – ceneri, vetri, crani, valigie, scarpe, reliquie del quotidiano – la raccolta dà forma a una meditazione sulla perdita che non si esaurisce nella dimensione privata del lutto, ma si apre a una riflessione più ampia sulla fragilità della memoria e sulla vulnerabilità della condizione umana. In questo universo di tracce e residui, ciò che scompare non viene restituito alla presenza, ma sottratto all’oblio attraverso il gesto ostinato della nominazione poetica.