Da oggi Angela Amato potrà uscire di casa senza disagi. Grazie all’intervento concreto di Salvio Zungri, direttore generale dell’Ortopedia Meridionale, storica ditta specializzata nel settore della riabilitazione motoria, la madre disabile di 44 anni non sarà più costretta a sentirsi prigioniera tra le mura domestiche. Angela, colpita circa due anni fa da un aneurisma cerebrale, vive su una sedia a rotelle e riesce a comunicare con grandi difficoltà. La sua storia era diventata virale negli ultimi giorni, dopo che il marito Massimo Ruggiero aveva lanciato una campagna di crouwdfunding sui canali social affinché la moglie potesse essere curata da un centro specialistico di Bologna. Ma soprattutto perché potesse superare le lunghe scalinate che collegano il palazzo dove abita con il centro del quartiere. Venerdì mattina è arrivata la consegna di un montascale mobile da parte di Zungri, che assieme a Luigi Laudati, portavoce dell’associazione Miracoli Futura, ha contribuito a realizzare il sogno di Angela.
La consegna Accompagnato dal figlio Andrea e da alcuni tecnici, Zungri ha donato ad Angela Amato in comodato d’uso gratuito e addestramento un montascale mobile. L’imprenditore aveva raccolto il grido d’aiuto del marito della 44enne, attraverso le pagine de Il Mattino, impegnandosi a contribuire a rendere meno difficoltosa la deambulazione in carrozzina della giovane mamma. «Siamo pronti ad aiutare Angela», aveva detto Zungri al Mattino, dopo aver letto «una storia di sofferenza, ma soprattutto di amore, forza e straordinaria dignità», - aveva aggiunto, ricordando l’impegno ultradecennale dell’azienda nel sociale. Zungri aveva così fatto sapere alla famiglia di volere mettere gratuitamente a disposizione un montascale mobile, «affinché la signora potesse uscire, senza dover attendere i tempi necessari per l’installazione di un apparecchio fisso». L’ortopedico si era inoltre detto disponibile a fornire «un comunicatore elettronico, affinché potesse ritrovare un modo per comunicare con gli altri». Due giorni fa la consegna del montascale per consentire ad Angela «di superare le barriere architettoniche e recuperare in parte la propria autonomia». La solidarietà Tutto era nato dall’appello lanciato da Massimo, il marito di Angela, che per accudirla e diventare il suo carrettiere ha dovuto lasciare il lavoro di tassista. Un impegno quotidiano al quale l’uomo deve accompagnare anche la gestione della casa e dei figli di 14, 11 e 7 anni. Ma la catena di solidarietà per Angela, ormai diventata per tutti la mamma dei Miracoli, non si ferma. Per la 44enne è stata infatti avviata una campagna di crowdfunding, “Una speranza per Angela”, per permetterle di andare a Bologna ed essere curata in un centro specializzato in neuroriabilitazione, Villa Bellombra. Intanto a settembre la giovane disabile dovrà subire altri interventi a Rimini. Tutto ciò significherà ulteriori spese per il marito, che già si è fatto carico da mesi dei costi di fisioterapia e logopedia che si aggirano intorno ai 400 euro a settimana: «Dato che la Asl - dice - non copre l’intera spesa per le varie sedute a cui Angela deve sottoporsi». Massimo, diventato caregiver della moglie, ha dovuto infatti lasciare il lavoro lo scorso ottobre, con grosse difficoltà economiche. Disabile e prigioniera in casa, un imprenditore: «La aiuto io»Da qui l’idea di una campagna di sensibilizzazione per aiutare la famiglia. Ma quando è cominciato il calvario di Angela? Madre di tre figli, di professione estetista, è sempre stata una donna forte e altruista, fino a quando qualche anno fa le è stata diagnosticata una Mav (malformazione artero-venosa) al cranio. Purtroppo la posizione della malformazione rendeva impossibile qualsiasi intervento. E a febbraio 2025 è accaduto l’impensabile: la Mav si è rotta, provocandole un’emorragia cerebrale. Arrivata all’ospedale del Mare in condizioni gravissime, durante l’intervento ha avuto un infarto, ma i medici sono riusciti a rianimarla. Dopo un periodo in terapia intensiva, Angela ha riportato la perdita dell’uso di tutto il lato sinistro del corpo. Successivamente è stata ricoverata al Neuromed di Pozzilli, senza però ottenere i miglioramenti sperati. Oggi è a casa con la sua famiglia, impegnata in un percorso di riabilitazione a pagamento, con costi insostenibili. Per questo è nata una raccolta fondi per sostenere le spese mediche e dare ad Angela una nuova possibilità.









