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La ragazza, che nel 2019 ricevette 150mila euro in dono da una benefattrice, attende da marzo l’ok per i braccioli
RadognaQuella per ottenere gratuitamente i braccioli della carrozzina è un’attesa che sfida quella di Godot. Succede a Copparo e, a fare i conti con la solita burocrazia, è Alice Leccioli, 24 anni, disabile di Ambrogio, balzata agli onori della cronaca nel 2019 quando ottenne in dono, da una benefattrice anonima, un ‘esoscheletro’ da 150mila euro (uno speciale computer che agevola la deambulazione di chi non può camminare). La ragazza attende da fine marzo dall’Ausl l’ok per lo sgravio totale dei braccioli per la carrozzina (costo 198 euro). Il via libera dovrebbe arrivare, il condizionale è d’obbligo, entro martedì. L’origine di questo impasse non va attribuito all’azienda sanitaria ferrarese, ma, come ben sanno le persone con disabilità, l’elenco delle protesi e degli ausili non coperti gratuitamente ha un male comune che si chiama ‘Nomenclatore Tariffario’. O meglio, il suo aggiornamento pieno zeppo di falle. "Il nomenclatore – spiega Miro Leccioli padre di Alice – non è altro che il documento di riferimento che raccoglie gli strumenti e gli ausili che ognuno può avere, gratuitamente, dal Servizio Sanitario Nazionale. Come sappiamo, i problemi del Nomenclatore sono tutti riconducibili all’ultimo aggiornamento, ovvero al fatto che mancano tante tipologie di ausili che hanno diritto allo sgravio totale come, ad esempio, i braccioli o le pelotte per carrozzina. Non parliamo di optional, ma di elementi essenziali per adattare la seduta al disabile di turno". Leccioli racconta l’odissea per ottenere i braccioli: "Siamo andati in una sanitaria e,dopo il preventivo, abbiamo inoltrato le richiesta. Subito abbiamo scoperto che per una falla nel tariffario, non esisterebbe il codice corrispondente all’ausilio richiesto. Altre province sono corse ai ripari, ottenendo che venissero inclusi Noi stiamo ancora aspettando il via libera. Parliamo di ausili che vengono indicati dal medico, che li prescrive e servono per la vita quotidiana di mia figlia. Quelli che ha attualmente sono ormai inservibili come ha spiegato anche il nostro dottore. L’appello che lanciamo, ovviamente, non riguarda soltanto la nostra famiglia, ma anche le altre che si trovano a dover fare i conti con la burocrazia". Così l’Ausl che conferma il diniego per i braccioli: "In merito alla richiesta di un accessorio aggiuntivo per un ausilio di protesica da parte di una famiglia per una persona con gravissima disabilità evidenziamo quanto segue. Il presidio in questione è un accessorio, un pezzo aggiuntivo, per un ausilio molto articolato e polifunzionale. Alla richiesta della famiglia è stata data risposta negativa attenendosi scrupolosamente alla normativa di legge. Infatti, le Aziende sanitarie forniscono a carico del servizio sanitario nazionale, ausili di protesica specificamente elencati e contenuti all’interno del Nomenclatore dell’Assistenza Protesica, contenuto in un decreto ministeriale. Si tratta quindi di una norma di legge a cui le Aziende sanitarie devono attenersi. L’utilità dell’accessorio, prescritto da un medico specialista, non è minimamente messa in dubbio, ma, come peraltro accade anche nell’ambito della fornitura di farmaci, non tutto quanto è di ambito sanitario può essere erogato a carico del servizio sanitario, senza compartecipazione dell’utente. Non si tratta, quindi, di un diniego immotivato o basato su valore economico (accessorio di valore minimale rispetto al valore dell’intero ausilio fornito e autorizzato)". L’azienda tiene aperto uno spiraglio: "Allo stato attuale, la pratica è stata comunque sottoposta alla verifica del dirigente di riferimento per effettuare un supplemento di istruttoria per valutare eventuali margini di modifica del diniego, sulla base del livello di gravità della disabilità, del contesto di vita, sociale e relazionale". La parola fine, insomma, non è ancora scritta. Già, perché l’Ausl sta rivedendo la pratica e sembra trasparire l’intenzione di arrivare a un esito positivo. Alice, quindi, potrebbe ottenere gratis gli agognati braccioli. E come lei tanti altri.









