C’è vita dopo il Pnrr. Nel senso che i progetti e le riforme che non dovessero concludersi entro l’ultima, definitiva scadenza del Piano, il 31 agosto prossimo, potranno essere continuati e conclusi anche attraverso gli strumenti della politica di coesione, che garantisce scadenze più lunghe (2030). Il vicepresidente esecutivo Ue, Raffaele Fitto, appena nominato rappresentante speciale della Commissione per contribuire con l’Onu alla riunificazione dell’isola di Cipro, conferma in videocollegamento con Catania per l’ECR party - il meeting dei Conservatori europei dedicato al Mediterraneo - che la linea già tracciata da Bruxelles un anno fa non è cambiata. Nessuna proroga del Pnrr, puntualizza l’ex ministro italiano, né un automatico trasferimento di risorse da uno strumento all’altro: agli Stati membri è già stata concessa la possibilità di riposizionarle, su base volontaria, sulle cinque nuove priorità indicate dall’Unione europea (difesa, casa, energia, casa e competitività) e l’Italia ne ha “approfittato” per riprogrammare sette miliardi in questa direzione. Ma in ogni caso, conferma Fitto, la parte dei progetti realizzabile entro agosto rimane finanziata dal Pnrr mentre le opere successive possono proseguire, appunto, attraverso risorse nazionali o altri fondi europei, compresi quelli della Politica di coesione.
Pnrr, Fitto blinda il piano e apre ai fondi di coesione
C’è vita dopo il Pnrr. Nel senso che i progetti e le riforme che non dovessero concludersi entro l’ultima, definitiva scadenza del Piano, il 31 agosto prossimo, potranno essere...







