Bruxelles blinda le riforme e i traguardi del Pnrr, dando anche ai governi un calendario preciso per portare a termine, senza tentennamenti, i progetti ancora in essere. Alle scadenze si accompagna anche un certo grado di flessibilità. Fino al 31 maggio prossimo sarà infatti possibile rivedere i piani nazionali, così da rimuovere gli ultimi ostacoli, mentre le scadenze si avvicinano.
«Siamo al lavoro, al fianco dei governi nazionali, per garantire che tutte le risorse disponibili siano utilizzate al meglio entro le scadenze del 2026», ha spiegato ieri il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, presentando le linee guida per accompagnare i Paesi nell'ultimo miglio del Next Generation Eu. «La nuova flessibilità introdotta consente e incoraggia gli Stati membri a presentare revisioni mirate entro il 31 maggio. Soprattutto in una fase difficile e delicata come questa, è fondamentale lavorare insieme per indirizzare le risorse dove sono più strategiche e necessarie», ha spiegato l'ex ministro per gli Affari europei.
Ma guardando al futuro, l'esecutivo comunitario conta anche di tutelare quanto finora fatto. Le linee guida ribadiscono un concetto già previsto dal regolamento che dà la linea sul funzionamento del Recovery: se in futuro i governi dovessero cancellare o modificare in peggio riforme o traguardi già conseguiti e per i quali gli Stati hanno già incassato i soldi, la Commissione procederà con il recupero dei fondi.











