Accelera il via libera di Bruxelles allo sblocco della nona rata del Pnrr italiano. Lo scorso 4 marzo la Commissione europea ha dato il primo ok alla nuova mini-revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza presentata da Roma. Una promozione rapida. La rimodulazione era stata presentata a fine febbraio per facilitare la verifica degli obiettivi e ottenere il nuovo assegno da 12,8 miliardi, richiesto a fine dicembre.
L’intervento riguarda circa 40 misure, di cui dieci semplici errori formali da correggere, ad esempio riguardo a alcuni target sullo sviluppo dell’idrogeno e sulla riqualificazione degli studentati per gli universitari. Altre correzioni hanno mirato alla semplificazione o allo slittamento di scadenze per raggiungere gli obiettivi target previsti. In questa categoria rientrano, tra le altre, alcune modifiche sulla riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi e sui tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, che, con il Recovery, devono scendere a 30 giorni per la Pa e a 60 giorni per le Asl. Sono previsti anche il posticipo da marzo a giugno di obiettivi target legati ai Pinqua, i piani per ridurre il disagio abitativo e riqualificare le periferie. Slittano al secondo trimestre del 2026 anche gli obiettivi per «la riqualificazione degli immobili per l’amministrazione della giustizia», così come la certificazione del completamento dei lavori su alcune linee delle tratte ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Catania. Nessuno degli interventi ha comunque spostato risorse finanziarie.






