Dopo le leggi approvate da Toscana e Sardegna, anche l’Emilia-Romagna potrebbe presto approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito. Giovedì 23 luglio il testo, voluto dal centrosinistra, approderà in aula per l’approvazione finale. Ma il centrodestra darà battaglia.
Il prossimo 23 luglio è una data da segnare sul calendario, perché potrebbe diventare una data simbolo in Emilia-Romagna per le battaglie sul fine vita. Giovedì prossimo infatti il progetto di legge sul suicidio medicalmente assistito in Emilia-Romagna approderà in aula per l'approvazione finale.
Pochi giorni fa il progetto di legge in questione, il cui testo regola l'accesso alla procedura per i pazienti con malattie irreversibili e sofferenze intollerabili, ha ottenuto il parere favorevole della commissione Sanità dell'Assemblea legislativa. A favore del testo, che è stato abbinato alla proposta di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni, ha votato il centrosinistra, contrario in maniera compatta il centrodestra (voto favorevole di Pd, Avs, Civici e M5s, voto contrario di Fdi, Forza Italia, Rete civica e Lega). La legge sul suicidio assistito, a prima firma Paolo Trande (Avs) e sottoscritta anche da Alice Parma (Pd), Giovanni Gordini (Civici), Vincenzo Paldino (Civici), Lorenzo Casadei (M5s), Simona Larghetti (Avs) e Paolo Calvano (Pd) passerà dunque il prossimo 23 luglio all'Assemblea legislativa della Regione per la discussione e la votazione definitiva. A quel punto l'Emilia-Romagna potrebbe diventare la terza Regione italiana ad avere una legge sulla materia., dopo la Toscana e la Sardegna (su quest'ultima la Consulta non si è ancora pronunciata, dopo che il governo Meloni ha impugnato la legge).











