L’Emilia-Romagna diventa la terza Regione italiana, dopo Toscana e Sardegna, a dotarsi di una legge sul fine vita, ovvero per disciplinare le procedure sul suicidio medicalmente assistito, nel solco dei principi fissati dalla Corte costituzionale. L’Assemblea ha approvato il provvedimento con i voti di Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, Civici e Movimento 5 Stelle, mentre Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Rete Civica hanno votato contro. Esulta l’associazione Luca Coscioni, promotrice della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito“, depositata nel 2023 con 7.300 firme e poi abbinata al testo della maggioranza durante l’esame in Commissione. Per l’associazione si tratta di un “nuovo grande successo“, ottenuto “anche a fronte della paralisi del Parlamento” sul fine vita. L’associazione Coscioni ha inoltre annunciato l’intenzione di portare la proposta “in tutte le Regioni“, con l’obiettivo di garantire “procedure il più possibile uniformi su tutto il territorio nazionale”.

La norma, presentata con primo firmatario Paolo Trande (Avs), nasce con l’obiettivo dichiarato di garantire procedure uniformi, tempi compatibili con le condizioni cliniche dei pazienti e pari accesso al percorso su tutto il territorio regionale. Per il presidente della Regione Michele de Pascale, in assenza di una legge nazionale l’Emilia-Romagna ha scelto “lo strumento più forte, più trasparente e più pubblico”, cioè una legge regionale, per assicurare un’applicazione uniforme dei principi stabiliti dalla Consulta e regole “più chiare, più trasparenti e con maggiori garanzie rispetto al passato”.