Il confronto tra le vicende del benzinaio Graziano Stacchio e del gioielliere Mario Roggero, e soprattutto il cinico uso che se ne sta facendo, ci dà la misura di un Paese ancora più imbarbarito rispetto a 11 anni fa. E fotografa bene lo stato della destra italiana. Per questo il campo progressista deve essere non solo testardamente unitario, ma anche molto combattivo e fiducioso per voler rappresentare questo Paese non visibile mediaticamente ma che c’èEra il 3 febbraio 2015 quando il destino mise di fronte Graziano Stacchio e Albano Cassol, il primo era un benzinaio di 65 anni, il secondo un rapinatore che stava svaligiando una gioielleria accanto al suo distributore. Stacchio impugnò il suo fucile, sparò e lo uccise. Qualche settimana dopo passai un pomeriggio con lui, era al lavoro con la tuta e il berretto in testa alla sua pompa di Ponte di Nanto in provincia di Vicenza. Qui arrivavano in pellegrinaggio telecamere, comitati che raccoglievMarco Damilano

Giornalista e saggista, è stato direttore de L'Espresso dal 2017 al 2022. Collabora con Domani e, da settembre 2022, conduce una striscia quotidiana di informazione in onda su Rai3