Alle 16.40 di ieri pomeriggio Mario Roggero è entrato nel carcere di Bollate, a Milano. Atteso da una folla di cronisti e di sostenitori, all’indomani della strigliata che il Colle ha riservato al ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’orafo di Asti ha rincarato la dose: «Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato Nicole Minetti, penso che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza».

IL SUO CASO, in tutta evidenza, ha travalicato i confini della cronaca per tramutarsi nel cavallo di battaglia securitario della destra di governo e non. «Sì, hanno fatto quadrato», ha detto Roggero sulla soglia del penitenziario riguardo alle attenzioni ricevute da tutta la maggioranza e da Roberto Vannacci. Ieri mattina la famiglia del gioielliere (condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due persone e ferito una terza dopo una rapina nel suo negozio, quando i ladri erano oramai fuori dal locale) ha depositato una domanda di grazia, cui Nordio ha subito dato seguito. Il guardasiglli ha fatto sapere nel pomeriggio di non aver ancora avviato l’iter istruttorio per sottoporre poi la richiesta, se dovesse essere mai validata dal procuratore generale della corte d’appello di Torino, al Quirinale: i magistrati dovrebbero raccogliere la documentazione e i pareri del Tribunale di sorveglianza. Che poi non è chiarissimo quali siano questi pareri, essendo Roggero entrato in carcere per la prima volta da pochissime ore e le motivazioni della sentenza della Cassazione non sono state ancora pubblicate. Giovedì pomeriggio, prima di salire al Quirinale, Nordio aveva invece comunicato di aver avviato l’iter. «Ma era solo un annuncio», spiega via Arenula.