Il caso 18 luglio 2026 alle 00:48
Milano.
Due giorni di silenzio si sono trasformati in un fiume in piena davanti al carcere di Bollate, nel Milanese, dove ieri pomeriggio Mario Roggero si è costituito. E ha chiamato in causa Sergio Mattarella: «Ha graziato uno scafista che ha ammazzato trenta persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Penso di subire un’ingiustizia - ha aggiunto il gioielliere, mercoledì condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo, il 28 aprile 2021 - Io me l’aspetterei, la grazia».
Nordio si ferma
Ieri alle 9.30 sua moglie Mariangela Sandrone ha presentato la domanda di grazia mentre il suo collegio difensivo proponeva un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena. E sulla clemenza ieri si è registrata la definitiva retromarcia del guardasigilli Carlo Nordio: «Si esclude che sia stato ancora compiuto alcun atto in merito alla procedura di grazia», precisa il ministero. E se il suo collega della Difesa, Guido Crosetto, aveva puntato il dito su «una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle», ieri è arrivata la replica dell’Anm: «La legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto». E fra le reazioni all’incarcerazione del gioielliere c’è anche quella del rapinatore rimasto ferito ma sopravvissuto, Alessandro Modica, che intanto ha scontato la sua pena: «È stata fatta giustizia», riferisce l’avvocata Carla Montarolo, che racconta: «Ha visto uccidere i suoi complici e ne è rimasto scioccato, quando ero andata a trovarlo in carcere era molto provato psicologicamente». All’ingresso dell’istituto il 72enne si è mostrato battagliero e sicuro di sé. Uscirà, ha promesso, «presto. Certamente non tra 14 anni». Fra i temi che tocca, ovviamente, c’è il risarcimento per i familiari delle vittime, che nel nuovo decreto sicurezza non sarebbe previsto in caso di reazione a rapina. Una novità rivendicata dalla premier Giorgia Meloni, che scrive sui social: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto». La sentenza confermata dalla Cassazione disponeva il pagamento di provvisionali per 480mila euro. La somma era stabilita come anticipo sul risarcimento dei danni, sul quale nel caso di pronuncerà il giudice civile. «È il massimo per i delinquenti che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e anche risarciti», ha tuonato il gioielliere, che su un suo futuro ingresso in politica ha glissato: «Adesso l’ultima cosa è candidarmi».










