Roma, 18 lug. (askanews) – La Commissione europea ha presentato il 17 luglio a Bruxelles due proposte chiave per le politiche climatiche ed energetiche dell’Unione: la prima riguarda la revisione del mercato Ue dei permessi di emissione di CO2 (l’Ets, ‘Emissions Trading System’), con nuove concessioni e più flessibilità per l’industria (più quote di emissioni gratuite, e più a lungo); la seconda è un piano d’azione per l’elettrificazione in tutti i settori dell’economia dell’Unione, con l’obiettivo indicativo di raddoppiarla nel 2040 (portandola al 46% dei consumi energetici complessivi) rispetto a oggi.

La riforma non ‘sospende’ affatto l’Ets, come alcuni governi (tra cui l’Italia) e diverse forze politiche e lobby economiche chiedevano; ma, come ci si attendeva, introduce molti elementi di maggiore flessibilità, concessioni temporanee, decelerazione nei percorsi di riduzione delle emissioni (che comunque mantengono invariate le mete finali), e tutto questo in risposta alle richieste di una parte dell’industria.

Innanzitutto, le quote di emissioni gratuite alle imprese ad alto consumo energetico continueranno in gran parte al di là di quanto era previsto finora; nel frattempo ci sarà anche un aumento di queste quote gratuite, nel quadro del percorso di riduzione inizialmente stabilito per il periodo 2026-2030. In termini economici, l’aumento dei permessi di emissione gratuiti si tradurrà in un valore di circa 10 miliardi di euro a favore dell’industria, di cui 4 miliardi già previsti in una recente proposta delle Commissione e 6 miliardi aggiunti con questa riforma dell’Ets.