La Commissione europea ha presentato oggi due provvedimenti molto attesi: il Piano d’azione per l’elettrificazione, che in sostanza conferma quanto previsto dalle bozze circolate nei giorni scorsi, e la revisione del sistema di scambio delle quote di emissioni (Emissions trading system, Ets), che in questi mesi ha visto i Paesi europei contrapporsi in due fronti, tra chi cioè ne chiedeva un depotenziamento (con l’Italia in testa) e chi invece un rafforzamento (con la Spagna e gli altri paesi che hanno fortmente investito sulle rinnovabili a guidare questo gruppo). Con il cosiddetto “Electrification action planper”, i vertici comunitari puntano a fare dell’Europa il primo continente completamente «elettrificato» al mondo e portare l’elettrificazione dei consumi al 46% già entro il 2040. Nonostante la misura prometta di tagliare 260 miliardi di euro all’anno di importazioni fossili, il piano ha incassato un’accoglienza tiepida da parte della galassia ambientalista, forse complice anche il fatto che è stato presentato insieme alla revisione dell’Ets, che è stata fonte di numerose e dure critiche da parte delle associazioni che tanto in Italia (come il Wwf) quanto a livello europeo (come l’European environmental bureau) si battono a favore delle politiche di contrasto alla crisi climatica.
Svolta dell’Ue sull’energia tra grandi ambizioni sull’elettrificazione e le critiche degli ambientalisti sulla riforma dell’Ets
La Commissione europea ha presentato oggi due provvedimenti molto attesi: il Piano d’azione per l’elettrificazione, che in sostanza conferma quanto previsto dalle bozze circolate nei giorni scorsi, e la revisione del sistema di scambio delle quote di emis










