PALERMO, 18 LUG - "Paolo viene ucciso per evitare che testimoniasse che qualcuno dei suoi compagni di gioventù aveva partecipato insieme con Stefano Delle Chiaie alla preparazione della strage di Capaci". Lo ha detto ai microfoni di Diecimedia Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D'Amelio, assieme agli agenti della scorta. "E la stagione più nera perché dai depistaggi di Stato si è arrivati a un vero e proprio depistaggio istituzionale che è quello che sta portando avanti una commissione parlamentare Antimafia che vuole cancellare la presenza dei servizi nelle stragi nel nostro Paese - sostiene Salvatore Borsellino - La presenza dell'eversione nera delle stragi che da Piazza Fontana in poi ha contraddistinto la storia del nostro Paese. E si vuole anche addebitare la strage di via D'Amelio a un fantomatico dossier mafia-appalti che mai avrebbe potuto giustificare l'accelerazione di questa strage". "E io oggi, mentre a lungo ho pensato che l'assassinio di mio fratello fosse stato perpetrato per via della trattativa Stato-mafia, che c'è effettivamente stata, - aggiunge Salvatore Borsellino - invece ritengo che mio fratello sia stato ucciso per fare in modo che non rivelasse all'autorità giudiziaria quello che aveva scoperto in quei giorni.