"Affermare che il mio assistito è uno scafista che ha ammazzato trenta persone, è un'affermazione piuttosto grave. Citare il caso di Alaa Faraj non è corretto anche perché in ambito giudiziario ogni caso è a sè stante". Ribatte così Cinzia Pecoraro, l'avvocato palermitano di Alaa Faraj, il libico citato da Mario Roggero che prima di entrare in carcere ha detto: "Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza".
"Alaa, oltre ad aver ottenuto la grazia parziale dal presidente della Repubblica, ha ottenuto anche la sospensione e l'esecuzione della pena, che riguarda proprio la circostanza della messa in dubbio della sentenza di condanna - continua l'avvocato - Quindi, è stata la stessa la corte di Appello di Messina che ha messo in dubbio la condanna, ritenendo ammissibile la revisione e ritenendo che le nuove prove, da me presentate, erano davvero rilevanti".
Faraj era stato condannato a 30 anni per omicidio plurimo colposo e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina perché ritenuto uno degli scafisti di un barcone in cui, nell' agosto del 2015, morirono 49 migranti che erano pigiati nello spazio che alloggiava il motore. La grazia parziale del capo dello Stato ha tolto alla pena 11 anni e 4 mesi. Ora il libico trentunenne è libero dopo l'ammissibilità del processo di revisione. Faraj, che si è sempre professato innocente, ha sposato Alessandra Sciurba, docente universitaria, ex presidente di Mediterranea saving humans, conosciuta in carcere durante un laboratorio, che era diventata la voce della sua battaglia per la verità.













