Pubblicato il: 18/07/2026 – 15:57

CATANZARO Accertamento dopo accertamento, fattura dopo fattura, partita contabile dopo partita contabile. Il debito della sanità calabrese – il vulnus” storico del comparto – piano piano, passo dopo passo, continua ad alleggerirsi: almeno secondo quanto emerge dal Piano di rientro adottato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto. Nelle tabelle allegate al documento – che riguarda in praticala programmazione del triennio 2026-2028 – viene evidenziato lo stato di avanzamento, alla data del 15 giugno, del processo di circolarizzazione del debito delle aziende del Servizio sanitario regionale calabrese, avviato ai sensi del Dl 146/2021: a fronte di un debito oggetto di circolarizzazione pari complessivamente a euro 872.940.342, finora è stato pagato il 57,2%, pari a circa mezzo miliardo (per la precisione 498.972.569,47).

La procedura di cartolarizzazione

E’ opportuno comunque fare una premessa ricordando il percorso avviato dalla Regione Calabria negli ultimi anni, alla luce anche di quanto a suo tempo dichiarò lo stesso Occhiuto appena nominato commissario, e cioè che il debito sanitario della Calabria era sicuramente alto ma non “mostruoso” come tanta “vulgata”, accompagnata anche da una buona dose di pregiudizi, periodicamente veicolata. Va precisato innanzitutto che il termine “circolarizzazione del debito” non indica una cartolarizzazione o una ristrutturazione finanziaria del debito, bensì una procedura di ricognizione, riconciliazione e certificazione dei debiti verso i fornitori del Servizio sanitario regionale. È uno strumento previsto dall’art. 16-septies del Dl 146/2021 (convertito nella legge 215/2021) per le regioni in piano di rientro, tra cui la Calabria. Il percorso avviato durante la gestione del presidente e commissario Occhiuto, che si è avvalso anche del supporto della Guardia di Finanza, ha registrato l’avvio della procedura nel 2022, con l‘obiettivo di censire e verificare tutte le posizioni debitorie delle aziende sanitarie regionali verso i fornitori, accertando in primis le famose “doppie” e “triple” fatture. Il perimetro del censimento comprendeva tutte le fatture e i crediti maturati fino al 31 dicembre 2020 ancora non pagati; le ulteriori partite aperte successive ancora insolute al 31 luglio 2022. I fornitori sono stati invitati ad accedere alla piattaforma regionale; trasmettere il dettaglio dei crediti vantati; allegare la documentazione giustificativa. Dopo la raccolta delle dichiarazioni dei creditori è iniziata la fase di riconciliazione con il confronto tra quanto dichiarato dai fornitori e le scritture contabili delle Asp e delle aziende ospedaliere; la verifica dell’effettiva esistenza del debito; l’eliminazione di duplicazioni, contestazioni o poste non dovute. La finalità complessiva della procedura non era quella di reperire nuova finanza, ma di conoscere con precisione il debito sanitario effettivo; ridurre il contenzioso con i fornitori; rendere attendibili i bilanci delle aziende sanitarie; predisporre le condizioni per il risanamento della sanità calabrese e per il superamento del commissariamento. In sostanza, la circolarizzazione ha rappresentato rappresenta un processo di “bonifica” contabile del debito sanitario storico: prima si certifica con precisione quanto è realmente dovuto, poi si procede alla sistemazione contabile e, ove necessario, al pagamento o alla definizione transattiva delle posizioni.